Sovrappeso e obesità sono una “pandemia non trasmissibile”
Diete e corretto uso dei nuovi farmaci per il controllo del peso, con attenzione anche al profilo emotivo del paziente obeso o in sovrappeso. Di questo si è parlato nel webinar “Controllo del peso 2.0 tra profili psicologici e nuove terapie” organizzato da Federfarma Verona e fruibile offline dalla homepage del sito www.federfarmaverona.it.
Insieme a Elena Vecchioni presidente Federfarma Verona che ha fatto i saluti iniziali, Nadia Segala consigliere Federfarma Verona ed organizzatrice del seminario, Enzo Bonora professore emerito di Endocrinologia dell’Università di Verona specialista in Diabetologia, Endocrinologia e Medicina Interna e Lorenzo Zamboni psicologo psicoterapeuta – PhD Medicina delle Dipendenze dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona prof. di Medicina delle Dipendenze Università di Verona
In Italia circa 6 milioni di persone (10-12%) sono i sovrappeso oppure già obese con IMC l’Indice di massa corporea uguale o superiore a 30 (nota 1). E anche in età infantile le cose non vanno per niente bene perché la percentuale sale al 30%, cioè pesa troppo un bambino su 3. Esiste poi una larghissima fascia di italiani (40-50% della popolazione) che oscilla tra sovrappeso e peso normale. Ma non è solo una questione di estetica perché le situazioni preoccupanti portano al rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e legate al diabete. Il cibo è in stretta relazione con le emozioni ed è per questo che talvolta non bastano le diete, spesso inutili nel medio e lungo periodo o la sola attività fisica. Indagare il bisogno viscerale di una sostanza o di un comportamento (craving) significa andare alla fonte per scovare il disagio che spinge a determinati comportamenti. Fondamentale per la salute un approccio medico e nell’eventualità venisse prescritta una terapia con farmaci innovativi, approvati per il diabete di tipo 2 e la gestione del peso, la loro corretta assunzione.
«L’evoluzione della società ci spinge ad approfondire tutte le tematiche sanitarie che coinvolgono la popolazione. Il nostro intervento, con un excursus sull’evoluzione della professionalità delle donne farmaciste, si inserisce nelle iniziative promosse dal Comune di Verona per la “Giornata Internazionale dei diritti delle Donne” che festeggia l’80mo della partecipazione femminile alla vita politica del Paese – dice Nadia Segala, consigliere Federfarma Verona e responsabile dell’iniziativa-. Le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il controllo del peso si concentrano su prevenzione e gestione dell’obesità e del sovrappeso, considerati una “pandemia non trasmissibile”. L’OMS riconosce inoltre l‘obesità come una malattia cronica, progressiva e recidivante. Avere aperto questo webinar alla cittadinanza significa aumentare la fruibilità della farmacia sempre più aperta alle nuove tecnologie. Gli esperti che parteciperanno al webinar aiuteranno a comprendere quanto sia importante anche dal punto di vista medico mantenere un rapporto “sano” con il cibo – conclude Segala -. Molto spesso dieta e attività fisica non sono sufficienti perché possono intervenire fattori emotivi che trasformano la nutrizione in una dipendenza. Il sovrappeso è pericoloso ed è importante non cadere nelle “mode” della rete seguendo sempre e solo indicazioni mediche attendibili perché verificabili, soprattutto quando si parla di assunzione di farmaci che possono, se utilizzati scorrettamente, diventare dannosi per la salute».
«Le diete estreme come la “chetogenica” e la restrizione del tempo di accesso al cibo erroneamente chiamata “intermittente”, secondo quanto riportano le osservazioni scientifiche coducono nel medio e lungo periodo, ad insuccesso nella quasi totalità dei casi – spiega il prof. Enzo Bonora -. La dieta dimagrante, associata all’attività fisica, per essere efficace non deve “punire”, ma educare all’assunzione corretta del cibo, tenendo conto del gusto personale, delle abitudini lavorative e famigliari, del contesto culturale. Per questo consiglio la segeunete formula: 2 forchettate in meno e 4 passi in più. Nel senso che è bene ridurre, non eliminare, le quantità di ciò che piace. Ad esempio diminuire di 30 grammi la dose di pasta per chi ne mangia abitualmente 130 e muoversi anche senza esagerare. Ma tutto ciò, ed è fondamentale, prolungato nel tempo, cioè per tutta la vita. Solo così si manterranno i benefici della dieta che si trasforma in stile di vita. Quando si parla di farmaci, invece, il discorso cambia. I soggetti diabetici, ad esempio, devono assumerli regolarmente con prescrizione. Ma l’utilizzo delle ormai note molecole semaglutide e tirzepatide può essere utile anche laddove si richieda, sempre per casi patologici, un dimagrimento in tempi rapidi e sotto stretto controllo medico. Questi medicinali posso provocare disturbi particolari come nausea, vomito, dissenteria o stitichezza, ma anche la totale mancanza di fame che, sembra un paradosso, può influire negativamente sulla vita sociale del soggetto. Mai e poi mai – sottolinea e conclude Bonora – questa categoria di farmaci deve essere utilizzata per esigenze estetiche, quando si vogliono perdere pochi chili».
«Le emozioni giocano un ruolo importante nella gestione del cibo – spiega Lorenzo Zamboni -. Utilizzare gli alimenti per regolare uno stato emotivo è quanto mai usuale e deleterio nella società occidentale. Attraverso l’appagamento sensoriale si compensano temporaneamente rabbia, tristezza, ansia per poi trovarsi in un disagio permanente legato alla dipendenza (food addiction). Il desiderio irresistibile di certi cibi (craving), in particolare zuccherati e grassi, il cosiddetto cibo palatale coinvolge tutti, ma per molti questa attrazione diventa irresistibile. D’altro canto, fattori negativi che inducono al consumo di pietanze spesso ultra processate, definite “cibo spazzatura” (junk food) sono il basso costo, la facile accessibilità, l’esigenza di mangiare in fretta per cause lavorative. Il percorso corretto da intraprendere punta sull’educazione alimentare ed emotiva con interventi personalizzati psicologico comportamentali. Da non sottovalutare – conclude Zamboni – il fatto che frequentemente la privazione di cibo può provocare vere e proprie crisi di astinenza. Il nostro interevnto professionale prende dunque in considerazione molti e sfaccettati aspetti della vita del paziente che spesso giunge nel nostro reparto dopo lunghi anni di disagio. Il consiglio è di non aspettare troppo e di interpellare sanitari accreditati prima che il problema della dipendenza da cibo peggiori».
Nota 1. L’indice di massa corporea si calcola dividendo il peso (kg) per l’altezza alla seconda (metri quadri). Dal valore 25 al 30 il soggetto si considera in sovrappeso, oltre obeso.