A Verona oltre 500 casi di tumore polmonare l’anno
Agire insieme, con tutti i mezzi, contro una dipendenza che provoca ogni anno più 8 milioni di morti nel mondo. La lotta al tabacco e alla nicotina è sempre più attuale e coinvolge direttamente anche coloro che vivono a contatto con i fumatori poiché 1,2 milioni dei decessi si devono attribuire al fumo passivo.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità tutti gli operatori sanitari devono incrementare il loro impegno per far comprendere alla popolazione e ai giovani in particolar modo, quali sono i gravi rischi alla salute (patologie respiratore e cardiocircolatorie) che si corrono quando si è vittime di questa pericolosa dipendenza. A Verona e provincia i casi di neoplasia polmonare stimati sono più di 500 all’anno.
Il tema promosso dall’OMS contro il fumo per il 2025 è “Smascherare l’attrattiva: esporre le tattiche dell’industria sui prodotti a base di tabacco e nicotina”. La campagna punta i riflettori sulle strategie con cui l’industria del tabacco rende i propri prodotti attrattivi, soprattutto per i giovani, favorendo l’instaurarsi precoce della dipendenza.
«La sostanza più pericolosa dal punto di vista sociale? L’alcol. La più dannosa per l’individuo? Il crack o l’eroina. Ma la sostanza più micidiale, nel senso che contribuisce al più alto numero di decessi, è sicuramente il fumo di tabacco – spiega il prof. Fabio Lugoboni Dir. USO Medicina delle Dipendenze, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona -. Globalmente, 1,3 miliardi di persone fumano e ogni 6 secondi qualcuno muore per consumo di tabacco, che uccide circa la metà dei suoi consumatori. Curare malattie legate al tabacco, come cancro e malattie cardiache è inoltre molto costoso. Tale tributo di morte, malattie e costi, richiede un’incessante ricerca di tutti i possibili modi pratici ed etici per contrastare il fumo. L’Organizzazione mondiale della sanità sintetizza in 5 azioni la possibilità di incidere sul consumo di tabacco. Offrire informazioni aggiornate e precise sui danni da fumo, limitare con precisi divieti i luoghi aperti al fumo, proteggere dal fumo passivo chi non fuma, offrire opportunità di cura ai tabagisti intenzionati a smettere. Ultimo, aumentare il costo delle sigarette. Si stima che aumentando globalmente le tasse sul tabacco del 50 %, si potrebbe ridurre il numero dei fumatori di 49 milioni entro i prossimi tre anni e salvare 11 milioni di vite.
I prezzi elevati sono particolarmente efficaci nel dissuadere i giovani, più sensibili ai costi, dal cominciare a fumare, incoraggiando i giovani fumatori a ridurre il fumo o a smettere del tutto».
«La lotta al fumo è ben lontana dall’essere vinta e quindi le farmacie anche in questo ambito tanto sensibile perché coinvolge tutte le fasce della popolazione senza distinzione di età e sesso, si fanno garanti dei valori della salute pubblica con particolare attenzione alla prevenzione delle malattie respiratorie e cardiovascolari, nonché di tutti di fattori di rischio di cui il fumo è il più importante – dice Elena Vecchioni, presidente Federfarma Verona -. I cittadini possono ritirare gratuitamente presso le farmacie territoriali la pubblicazione a cui abbiamo dato il nostro patrocinio dal titolo “Speciale fumo di sigaretta. Tutto quello che è bene sapere” a cura della Medicina delle Dipendenze dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata diretta dal prof. Fabio Lugoboni con il quale Federfarma Verona collabora da molti anni. Dalla farmacia il giornale arriva nelle case dei veronesi per essere consultato da tutta la famiglia con la speranza che arrivino i drammatici messaggi sui danni del fumo in esso contenuti, anche e soprattutto ai giovanissimi che ancora oggi diventano vittime, per moda ed emulazione, di questa pericolosa dipendenza».
«Il fumo causa molte malattie respiratorie, in particolare la BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva) e il tumore del polmone. Si stima che in Italia la BPCO colpisca circa il 5-6% della popolazione adulta, con un numero stimato di 3 milioni di persone affette – spiega Claudio Micheletto direttore UOC di Pneumologia Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata -. Solo nella provincia di Verona ne sono affette circa 60.000 persone, con frequenti riacutizzazioni e ospedalizzazioni. Si tratta di una malattia con un importante impatto sulla qualità di vita del paziente, visto che si caratterizza con difficoltà da sforzo, anche minimo nei casi più gravi, tosse con secrezioni persistente. La BPCO è una delle principali cause di morte al mondo, con un aumento previsto dei decessi nei prossimi anni, tanto da essere considerata la terza causa di mortalità in tutto il mondo.
La BPCO si manifesta con percentuali molto basse nei non fumatori, per cui la prevenzione nei confronti dell’abitudine tabagica è fondamentale per evitare l’insorgere della malattia. Quando la BPCO è manifesta si possono limitare i danni con il trattamento farmacologico, ma senza recuperare una normale funzionalità respiratoria.
L’altra patologia determinata dal fumo è la neoplasia polmonare. Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per neoplasia nei paesi industrializzati. Negli USA rappresenta la principale causa di morte nel sesso maschile ed ha ormai superato il cancro della mammella nel sesso femminile portandosi al primo posto nella mortalità. La sua incidenza è in costante e continuo aumento. In Italia il numero di nuovi casi per anno si aggira intorno ai 35-40.000, 100-110/100.000 abitanti nei maschi, 20-30/100.000 abitanti nelle femmine. Il tasso di mortalità è pari a 80-90/100.000 nei maschi e 10-20/100.000 nelle donne. Esso rappresenta l’11% di tutte le nuove diagnosi di tumore nella popolazione generale (13% nei maschi, 6% nelle femmine). L’incidenza della neoplasia aumenta all’aumentare dell’età. Alla diagnosi l’età media dei pazienti è 60 anni; oltre un terzo di nuovi casi è diagnosticato in soggetti di età superiore ai 70 anni. A Verona e provincia i casi stimati sono più di 500 all’anno, prevalentemente nei fumatori. Se il fumo di sigaretta potesse scomparire, potremmo considerare sia la BPCO che il tumore del polmone due malattie rare. Infine, il fumo ha un ruolo determinante nello sviluppo della fibrosi polmonare idiopatica e nello scatenamento delle crisi asmatiche».
«L’Azienda ospedaliera, la Ulss 9 Scaligera e il nostro sistema di farmacie – dice l’assessore alla Salute del Comune di Verona Elisa La Paglia – hanno messo in campo uno sforzo comune per raggiungere un obiettivo che vuol fare la differenza sulla salute di tantissime famiglie, in particolare i giovani, che vorremmo tenere lontano dal fumo. È importante anche far capire che oggi smettere di fumare è più facile rispetto al passato. Con fiducia ci si può rivolgere agli uffici e agli sportelli dell’Ulss 9 Scaligera, che possono aiutare contro le dipendenze, in particolare quelle da fumo, e con il loro aiuto smettere diventa possibile».